Vuoi ancora autoprodurti il tuo GDR?

Ebbene sì: ravanando qua e là nel mare magno dell'autoproduzione si vedono opere che risentono, e molto, delle impostazioni di default dei programmi utilizzati per impaginare i loro lavori e mostrano poca cura nel loro output.

Per carità: la prima cosa è il contenuto, e il resto viene dopo. Però, un layout chiaro e leggibile, oppure sì elaborato, ma fruibile e in linea allo scopo richiesto (come quelli della One Seven Design Studio, tanto per fare un esempio) da, a mio parere, un dippiù al gioco quantificabile in due ambiti:

  • psicologico, ovvero: anche l'occhio vuole la sua parte
  • professionale, ovvero: anche se mi autoproduco, passando per posti tipo lulu.com, il mio lavoro avrà un aspetto professionale
Per questo motivo, dopo che si è playtestato il gioco fino allo sfinimento, dopo che sono stati rivisti gli eventuali strafalcioni grammaticali, dopo che è stato tolto l'apostrofo dai vari "qual'è", e cose del genere, occorre spendere quel punto energia in più :-) e dedicarsi un attimo all'aspetto dell'opera.

E' vero: non tutti siamo dei grafici esperti. Però, a mio modesto avviso, tutti gli autori votati all'autoproduzione possono imparare quelle piccole cose che permettono di togliere un po' di crosta amatoriale dal "pargoletto". Ed è per questo motivo che mi permetto di suggerire ai potenziali autori indie italiani due titoli che possono aiutare nel vestire meglio un gdr autoprodotto.

Nello spirito di roleplaying.it, entrambi i titoli sono disponibili nella biblioteca pubblica (almeno: nella biblioteca centrale di Reggio Emilia ci sono, sta a voi vedere se i servizi bibliotecari del vostro comune o capoluogo di provincia hanno disponibili i seguenti volumi) e quindi reperibili a costo zero. Per venirvi incontro ho fatto qualche ricerca su internet per quanto riguarda le provincie di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Parma. Se vivete al di fuori di queste lande, lettori miei... mano a google e in bocca al lupo!

Ma torniamo ai libri:

Desktop Publishing By Design

Ronnie Shushan, Don Wright, Mondadori Informatica, 1992

Ritengo questo libro assai prezioso per chiunque voglia affrontare la messa in pagina di un qualsivoglia progetto editoriale, dalla newsletter del club di giocatori di ruolo ad un libro di 200 pagine.

Non fatevi ingannare dal fatto che sia stato pubblicato quasi vent'anni fa, o che faccia riferimento a Mac OS System 7 (!) o a Windows 3.1 (!!) e usi come programma di riferimento Aldus Pagemaker 4(!!!). Il contenuto di questo manuale è ancora attuale. Esso si divide in tre sezioni:

  • Manuale di Grafica, dove vengono insegnati i concetti e la terminologia del DTP
  • Esempi pratici, dove vengono mostrati e dissezionati vari progetti editoriali del mondo reale,
  • Progetti passo passo, dove viene mostrato "come fare le cose".
Delle tre sezioni elencate, la prima è quella assolutamente più utile per il novellino, anche se i riferimenti "hands-on" sono tutti rivolti verso un programma che da oltre un decennio non è più utilizzato come standard. Vengono però date delle linee guida su come scegliere il carattere, sull'impostazione generale delle pagine e, in linea generale, viene spiegato come acquisire un po' di "occhio del grafico".

Anche la seconda è utile: anche se i progetti sono, per la maggior parte, notiziari "corporate" o locali che hanno un minaccioso aspetto "anni '80", è possibile trarre profitto da uno dei tanti layout di esempio presentati. Si noti che, per ogni esempio, viene anche spiegato come riprodurlo.

La terza sezione è quella che, per l'aspirante autore-autoproduttore indie, ha meno appeal, dal momento che i progetti non sono niente di che. Fa eccezione il capitolo Come abbiamo realizzato questo libro, per due motivi:

  1. Mostra passo passo come è stato creato "DTP by Design", e ciò è bello;
  2. Vi fa capire che i programmi per impaginare di allora giravano su macchine che avevano MOLTA MENO MEMORIA dei cellulari di oggi.... Ah, la nostalggggia... :-)
A conti fatti, un buon manuale pratico, che può risultare assai utile al'aspirante autore-autoproduttore indie.

E, per finire, il libro si trova nelle biblioteche cittadine di Reggio Emilia e a Bologna.

Gli Elementi dello Stile Tipografico

Robert Bringhurst, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2001

A prima vista questo libro sembra l'esatto opposto rispetto al titolo precedente: tanto è orientato al lavoro pratico il primo, tanto sembra essere destinato ad esteti sofisticati questo secondo titolo. In parte è così, e lo stile un po' ampolloso e pretenzioso di Robert Bringhurst certo non aiuta.

Però l'autore è anche un tipografo, e sa il fatto suo: e così, l'aspirante scrittore di giochi indie che si addentra in quello che, a tutte le apparenze, sembra essere un banale trattato di storia della tipografia, può ricavare una inaspettata utilità in questo libro, utilità che si può riassumere in questo modo:

  • Quale carattere usare, e in che contesto usarlo
  • Quale carattere affiancare ad un altro
  • Impostare la pagina di un libro
  • Un elenco dei migliori caratteri da testo, con tanto di spiegazione storica. (Ad esempio, dopo che ho letto questo libro, semmai dovessi impaginare un gdr ambientato nell'epoca vittoriana, il carattere che userei sarebbe il Clarendon, senza ombra di dubbio)
Per cui, se siete già un poco esperti delle tecniche di DTP, e volete dare quel quid di raffinatezza in più ai vostri lavori, vi consiglio di passare per questo libro. Nonostante le apparenze, aiuta, ed è anche una bella lettura da pendolare :-)

Dimenticavo: il libro si trova in tutte le biblioteche cittadine delle quattro provincie elencate in precedenza.

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