Basic Fantasy


Dopo Labyrinth Lord, eccovi la recensione di Basic Fantasy: lo scopo è lo stesso -- la riesumazione di un adventure gaming style sepolto da diversi lustri di discutibili miglioramenti da parte della TSR (poi WOTC, poi Hasbro...). Non bastava Labyrinth Lord? Leggete e lo saprete.




Nel post precedente ho recensito Labyrinth Lord, una copia pressoché conforme, sia come stile grafico, sia come copia quasi conforme del D&D;del 1981. Basic Fantasy si prefigge lo stesso obiettivo: una riedizione della Scatola Rossa. Ergo, non varrebbe la pena fare il lavoro una seconda volta. Invece lo farò, per i seguenti motivi:

  1. Basic Fantasy è lievemente diverso: prende a martellate le regole della 3.5 per reincarnarle in un veloce adventure game.

  2. Basic Fantasy è più open: mentre Labyrinth Lord è sì pubblicato sotto OGL, l'unico documento di riferimento è il PDF, che non è esattamente il top come maneggevolezza nel caso si desideri fare un sano copiaincolla del testo, mentre Basic Fantasy è disponibile sia in PDF, sia in formato Open Office (fonts esclusi). Per cui, chiunque voglia metterci mano, può farlo piuttosto agevolmente. Per inciso, è da notare l'uso di Open Office come programma di DTP.

  3. Basic Fantasy gode di un supporto di base più ampio: vi sono avventure, supplementi e diverse robe scaricabili a piacere, e sembra essere piuttosto giocato anche da terze persone. Va altresì detto che esiste una specie di amichevole corsa tra Labyrinth Lord e Basic Fantasy: entrambi gli autori frequentano Dragonsfoot e hanno forum dedicati ai loro giochi, e fra i forumisti sembra essere assente il 'tifo' che spesso si genera in casi analoghi. Ici on joue, quoi.

E' chiaro che, anche in questo caso, siamo davanti ad un atto d'amore verso anni (in apparenza, ché gli eighties non è che fossero proprio il massimo) più innocenti. Dal punto di vista della grafica e del layout, il risultato è lievemente inferiore a LL, non tanto per l'impaginazione, quanto per le immagini, più amatoriali. Dal punto di vista dell'organizzazione del contenuto, Basic Fantasy è più avanti, contenendo non solo le regole, ma un racconto introduttivo che si snoda capitolo per capitolo, utile per sottolineare le varie sezioni dell'opera, oltre a qualche spiegazione in più sul come gestire il gioco, spiegazione che per master navigati può sembrare ingenua, ma per i novellini no.

Se poi vogliamo vedere le regole, continua a valere il discorso fatto per Labyrinth Lord, ovvero: non c'è molto da dire che non sia già stato detto, se non che viene riprodotto il D&D;d'antan in tutto il suo splendore. Le uniche, sostanziali differenze, per coloro che ci tengono a queste cose, sono che razza e classe sono separati e non esiste l'allineamento. Si veda ad esempio la sempiterna "Detect Evil", pagina 20:

The exact definition of evil is left for the GM to decide. Note that items such as ordinary traps or poisons are not "evil," and thus not detectable by this spell..

Per carità, nulla di particolarmente innovativo. Però, sono quasi sicuro che, a causa di questo, qualche troll potrebbe uscire dalle tenebre sottolineando il pericoloso relativismo morale introdotto da giochi come Basic Fantasy e stronzate simili. Ma sto divagando.

Il fatto è che, al di là delle regole e della loro qualità, va sottolineato il fatto che vi sono aficionados di D&D;che rifiutano in toto, o quasi, tutta la mole di manuali rappresentata dal minimo indispensabile per giocare a D&D;nella sua presente incarnazione (chi dice "ma per giocare basta il Manuale del Giocatore" si merita una giornata appeso ai ceppi durante una rievocazione medievale: è falso e basta), tutta la mole di regole opzionali-ma-obbligatorie per ricercare l'essenzialità di un determinato stile di gioco: si entra, si pesta, si prende il tesoro e si esce, e al diavolo tutto ciò che ci rallenta e ci ostacola nella ricerca di questo scopo.

All'apparenza è uno stile che non lascia spazio ad altro. In realtà, è nei buchi temporali che ci sono tra un fendente menato all'orso gufo e il fregare il tesoro al drago rosso che si può annidare una storia pronta per essere raccontata; in questo caso la presenza di troppe regole penalizza sia il pestone sia la storia, mentre il limitarle solo a quelle necessarie stimola la fantasia sia del Master che dei giocatori. Non ci vogliono regole per le interazioni sociali, se non quelle generate da una giocata improvvisa, così come è letale per la qualità del gioco un combattimento assolutamente anonimo tra tre personaggi e due png (cosa realmente capitatami) che porti via una serata e mezzo in tempo reale.

Per questo io vedo iniziative come queste simili, come spirito al Jeepform: dato come obiettivo un determinato stile di gioco, eliminano l'inutile per restare con l'essenziale. E, per lo stesso motivo, le ammiro e le incoraggio.

E quindi rinnovo l'invito da me espresso per la rece di Labyrinth Lord: dungeonari di terra e di mare, di pianura e di montagna: evitate di impelagarvi in mutui trentennali per procurarvi i manuali della quarta edizione e le miniature ufficiali(TM). Scaricate Basic Fantasy o, meglio ancora, ordinatelo presso http://Lulu.com, e divertitevi, cercando nelle cose l'essenzialità.

Per maggiori info, potrete trovare Basic Fantasy qui.

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